BIOREALISMO

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BIOREALISMO

DI GIORGIO VIALI

2025/2026/2027

Il BioRealismo è un progetto artistico e di performance visive urbane precarie creato dall'autore, fotografo e filmmaker Giorgio Viali. L'iniziativa, attiva tra Vicenza, Verona e Padova, esplora linguaggi visivi ibridi fondendo fotografia, cinema, grafica e social media. Il BioRealismo nasce come forma di Resistenza Visiva nei confronti di immagini, video e contenuti visivi creati dall'intelligenza artificiale. Non è un movimento contro l'intelligenza artificiale, ma il tentativo di non perdere la consuetudine e conservare la valenza sociale e politica delle interazioni reali visive urbane e sociali.

BIOFANIA, BIOREALISMO DI GIORGIO VIALI

COMUNICATO STAMPA

Cinema - Vicenza, 13/03/2026

Vitaliano, Guido e Goffredo

Ci si riferisce naturalmente a Vitaliano Trevisan, Guido Piovene e Goffredo Parise, tre autori vicentini, nati e cresciuti a Vicenza. Ad ognuno di loro è dedicata e da ognuno di loro prende ispirazione ciascuna delle tre trame linee, che compongono l'opera visiva di Giorgio Viali, autore anch'esso vicentino. Il titolo del progetto in corso è BioFania, una contrazione tra Biografia e Fania. Considerato che prende spunto da tre autori vicentini e si svolgerà perlopiù a Vicenza, possiamo definirla un'opera e un progetto intrinsecamente vicentino. Non è un progetto cinematografico convenzionale. Non c'è un budget adeguato a disposizione. E' un progetto sperimentale che dialoga con i social media e si confronta con l'intelligenza artificiale. Considerata l'assenza di un qualsiasi serio interlocutore a Vicenza per produrre e realizzare un'opera del genere, vista l'assenza e l'inconsistenza della locale Vicenza Film Commission e la difficoltà di interloquire con l'assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e degli altri comuni vicentini… il progetto si svolgerà con pochi mezzi. BioFania ha tre protagoniste femminili. Ognuna è protagonista di una sua Linea/Trama. Una giovane precaria che si guadagna da vivere raccogliendo preservativi usati è la linea dedicata a Vitaliano Trevisan. E prende spunto da alcune considerazioni che Vitaliano svolge nel suo Works legate ad alcune zone dell'ovest vicentino descritte con il termine: spermodromo. Una studentessa di cinema che sta scrivendo una Tesi sulla Mostra del Cinema di Venezia del 1968 è la trama dedicata a Guido Piovene. L'edizione della Mostra del Cinema di Venezia del 1968, edizione contestata dagli autori e attori, vede appunto come presidente della giuria Guido Piovene. La terza trama/linea segue una giovane donna, appena laureata in odontoiatria, che scrive Romanzi rosa e d'amore, al lavoro in questo momento ad un testo intitolato: Prova d'Amore. Questa trama è ispirata e dedicata a Goffredo Parise autore di "Sentimentini" e Sillabari. Il progetto si concluderà, simbolicamente, il 31 agosto 2026, quarantesimo anniversario della morte di Goffredo Parise (morto il 31 agosto 1986). E il 2 settembre 2026 prenderà il via la 83.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia. La Mostra del Cinema si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Per chiudere in modo adeguato il percorso.

FINE DEL COMUNICATO

BIOREALISMO

di GIORGIO VIALI

Cos'è il BioRealismo? Cosa intende rappresentare Giorgio Viali con il BioRealismo visivo?

Il Biorealismo di Giorgio Viali è l'approccio teorico ed estetico che guida la sua produzione fotografica e cinematografica all'interno di progetti visivi urbani e precari.

Si tratta di una filosofia visiva incentrata sulla rappresentazione della vita urbana precaria e sull'osservazione cruda ma poetica della realtà. Perlopiù nel Veneto e in particolare tra le province di Vicenza, Verona e Padova. I cardini fondamentali del biorealismo di Viali comprendono: Estetica del quotidiano: L'attenzione si focalizza sulle persone, sui dettagli dei gesti abituali e sulle dinamiche esistenziali e sociali ordinarie, restituendo loro una dignità cinematografica.

Contemplazione visiva: Le immagini (prevalentemente fotoritratti o scene urbane in bianco e nero) adottano uno stile contemplativo, influenzato sia dal neorealismo classico che dalle correnti del cinema realista internazionale (come quello iraniano e rumeno contemporaneo).

Rapporto con lo spazio urbano: Il soggetto non viene isolato, ma calato profondamente nel contesto della città — bar, strade, librerie o marciapiedi — che smette di essere un semplice sfondo per diventare co-protagonista della narrazione visiva.

Dimensione psicologica ed esistenziale: Attraverso la collaborazione con attrici e modelli sul territorio, i frammenti visivi biorealisti cercano di catturare la verità emotiva, la solitudine o la spontaneità dei soggetti ripresi nel loro ambiente. In sintesi, il biorealismo è uno strumento per trasformare la realtà biologica e quotidiana delle persone e delle strade venete in pura espressione artistica e "cinema diffuso".

BIOREALISMO

LARS VON TRIER

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BIOREALISMO - CINEMA - RADICI

LARS VON TRIER

VOTO DI CASTITA'

Il "Voto di castità" di Lars von Trier è il manifesto programmatico del movimento cinematografico Dogma 95, presentato a Copenaghen e Parigi nel marzo del 1995 insieme a Thomas Vinterberg.

È un decalogo di dieci regole ideato per purificare il cinema. Vuole contrastare l'eccesso di effetti speciali, le luci artificiali e i budget miliardari di Hollywood. Riporta il cinema alla massima autenticità, concentrandosi unicamente sulla storia e sui personaggi.

Le 10 Regole del VotoAmbientazione reale:

Le riprese devono essere fatte sul luogo; niente set costruiti o scenografie aggiunte.

Suono in presa diretta: Il suono non deve mai essere separato dalle immagini (la musica è ammessa solo se suonata nella scena).

Cameraman a mano: La macchina da presa deve essere tenuta rigorosamente a mano.

Luce naturale: La pellicola deve essere a colori e sono vietate le luci artificiali o speciali.

No trucchi e filtri: Sono proibiti effetti visivi ottici e filtri di montaggio.

No azione gratuita: Niente omicidi, armi o scene di violenza gratuita.

Qui e ora: Sono vietati i salti temporali e geografici; la storia si svolge nel presente del set.

No film di genere: I film d'genere (come thriller, storici o fantascienza) non sono ammessi.

Formato standard: Si deve usare esclusivamente la pellicola tradizionale Academy 35 mm.

Anonimato del regista: Il nome del regista non deve comparire nei titoli di coda.

Dogma 95 (Dogme 95) è stato un movimento cinematografico creato nel 1995 dai registi danesi Lars von Trier e Thomas Vinterberg. Alla base di esso un decalogo di regole espresse in un manifesto programmatico pubblicato nel 1995 (da cui il nome). Si trattava di regole per la creazione di film basati sui valori tradizionali della recitazione e del tema, escludendo l'uso di effetti speciali o tecnologie elaborate.

BIOREALISMO - CINEMA 2026/2027

GIAN VITTORIO BALDI

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BIOREALISMO - CINEMA - RADICI

GIAN VITTORIO BALDI

Gian Vittorio Baldi si è spento ieri sera a Faenza a 84 anni. Nato a Bologna nel 1930 è stato un protagonista della stagione gloriosa del cinema italiano, regista e produttore coraggioso di opere come “Porcile” di Pier Paolo Pasolini e “L’amore coniugale”, pellicola di Dacia Maraini, girato negli anni più intensi delle lotte femministe.

Dopo aver frequentato a Roma il Centro Speciale di Cinematografia, aveva esordito alla regia nel 1958 con “Il pianto delle zitelle”, vincendo il Leone d’Oro come miglior cortometraggio a Venezia. Ma aveva mantenuto sempre la doppia qualifica di “regista” e “produttore”, sempre con spirito ribelle e indipendente rispetto all’industria del cinema, soprattutto negli anni Sessanta, quando affascinato dall’esempio di Rossellini, sognava di dare l’assalto alla “città del cinema” disprezzando le leggi del mercato.

Il suo film più importante è “Fuoco!” girato nel pieno della ribellione del 1968, racconto di una tragedia sociale e familiare che nasce dallo sparo di un disoccupato contro la statua della Madonna, durante una processione. La stessa attitudine anarchica l’ha dimostrata producendo film come “Cronaca di Anna Magdalena Bach” di Straub-Huillet, “Diario di una schizofrenica” di Nelo Risi, “Quattro notti di un sognatore” di Bresson e, di Pier Paolo Pasolini, oltre a “Porcile” anche “Appunti per un’Orestiade africana”. “Nonostante fosse vicino agli 85 anni non è mai entrato nella terza età – dice Roberto Chiesi della Cineteca di Bologna con cui ha lavorato a lungo - non ha mai voluto fermarsi, né andare in pensione A più di ottant’anni è andato a girare un film in Brasile fra mille difficoltà”. E fino all’ultimo ha lavorato ad organizzare seminari e lezioni di cinema per le giovani generazioni, in particolare attraverso l’International Film Academy da lui creata e capace di portare a Bologna docenti come Bernardo Bertolucci e Abbas Kiarostami.

Il suo fondo di film è conservato alla Cineteca di Bologna che da sempre si occupa di valorizzare la sua opera. All’attività cinematografica aveva affiancato dagli anni Novanta quella di vignaiolo, antesignano, quando ancora non erano di moda, dei vini naturali, fondando “Castelluccio”, nelle colline fra Brisighella e Modigliana, a cavallo fra le province di Forlì e di Ravenna, dove ha prodotto vini famosi e premiati in tutto il mondo.

Baldi è stato pioniere di un nuovo cinema documentario italiano a partire dalla seconda metà degli anni ’50.

Ha parlato di povertà, di emigrazione, di sofferenza. Ha raccontato la repressione alla Fiat negli anni Sessanta, quando la Rai non voleva farlo. Ha prodotto Porcile di Pasolini e L’amore coniugale, unico film della scrittrice Dacia Maraini, girato negli anni più intensi delle battaglie femministe.

Ha scritto il critico Patrick Leboutte: "I lavori di Baldi rappresentano il lato nascosto del Realismo italiano e rivelano una visione radicale del documentario, fortemente caratterizzata da una tensione sperimentale verso le immagini e i suoni".

Il suo bellissimo "Fuoco!", un «pezzo di carne palpitante», come il cineasta emiliano chiama i suoi film sempre viscerali e «dogmatici» ante-litteram. Un claustrofobico, aspro dramma della disoccupazione, datato guarda caso 1968, in bianco e nero, girato in un paese sperduto, e quasi tutto all'interno di una palazzina con terrazzo, l'abitazione di un ex lavoratore impazzito per la perdita, con lo stipendio, della dignità di cittadino e dell'identità di uomo. Una macchina narrativa implacabile che letteralmente registra la metamorfosi di una disintegrazione indocile: le sue «12 ore di gloria» che si aprono con una liberatoria fucilata contro la statua della Vergine in processione (scena «blasfema», che deve avere causato la sicura messa all'indice del film dalle sale parrocchiali e affiliate). La «lotta dura senza paura» di questo individualista selvatico e mai più addomesticabile, nonostante l'intervento mediatorio dei carabinieri del paese, tutti suoi amici, finirà con il collezionare atti sanguinari, come l'assassinio della giovane moglie e della suocera, qualche ferimento qua e là prima della resa e della consegna alle forze dell'ordine di se stesso e della figlioletta, sulla cui sorte è interamente giocato il suspense finale, ma anche il contenuto profondo, occulto, metaforico, del film. Inneggiante sì alla contestazione generale a venire, alla ribellione anche violenta e d'attacco di massa contro una società sempre più disciplinante e concentrazionaria (chiesa, fabbrica, famiglia mononucleare), ma per esprimere un grande sì alla vita, a un'altra vita possibile, trasformando il nichilismo in soggettività desiderante collettiva. Gian Vittorio Baldi, che tutto il mondo sta riscoprendo prima di noi (è in programma una sua retrospettiva a Bilbao, dopo quelle finlandesi e cinesi) ha dovuto inventare (l'immaginazione allora era al potere) anche un congegno di strabiliante efficacia e leggerezza - ancora non era stata concepita la steady-cam, altra tecnologia di guerriglia: ha appeso al soffitto la cinepresa con una fune elastica, potendo osservare e seguire la psicotica vicenda «in soggettiva», dal punto di vista della casa, come se fosse il periscopio introverso di un sottomarino. Questo film è profetico non solo per la capacità di cogliere la «scultura interiore» di un mondo in movimento, dove «ribellarsi era giusto», e che stava per essere sconvolto dalle lotte studentesche e operaie.

BIOREALISMO DI GIORGIO VIALI

BIOREALISMO

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BIOREALISMO

DI GIORGIO VIALI

2025/2026/2027

Il BioRealismo è un progetto artistico e di performance visive urbane precarie creato dall'autore, fotografo e filmmaker Giorgio Viali. L'iniziativa, attiva tra Vicenza, Verona e Padova, esplora linguaggi visivi ibridi fondendo fotografia, cinema, grafica e social media. Il BioRealismo nasce come forma di Resistenza Visiva nei confronti di immagini, video e contenuti visivi creati dall'intelligenza artificiale. Non è un movimento contro l'intelligenza artificiale, ma il tentativo di non perdere la consuetudine e conservare la valenza sociale e politica delle interazioni reali visive urbane e sociali.

BIOFANIA, BIOREALISMO DI GIORGIO VIALI

COMUNICATO STAMPA

Cinema - Vicenza, 13/03/2026

Vitaliano, Guido e Goffredo

Ci si riferisce naturalmente a Vitaliano Trevisan, Guido Piovene e Goffredo Parise, tre autori vicentini, nati e cresciuti a Vicenza. Ad ognuno di loro è dedicata e da ognuno di loro prende ispirazione ciascuna delle tre trame linee, che compongono l'opera visiva di Giorgio Viali, autore anch'esso vicentino. Il titolo del progetto in corso è BioFania, una contrazione tra Biografia e Fania. Considerato che prende spunto da tre autori vicentini e si svolgerà perlopiù a Vicenza, possiamo definirla un'opera e un progetto intrinsecamente vicentino. Non è un progetto cinematografico convenzionale. Non c'è un budget adeguato a disposizione. E' un progetto sperimentale che dialoga con i social media e si confronta con l'intelligenza artificiale. Considerata l'assenza di un qualsiasi serio interlocutore a Vicenza per produrre e realizzare un'opera del genere, vista l'assenza e l'inconsistenza della locale Vicenza Film Commission e la difficoltà di interloquire con l'assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e degli altri comuni vicentini… il progetto si svolgerà con pochi mezzi. BioFania ha tre protagoniste femminili. Ognuna è protagonista di una sua Linea/Trama. Una giovane precaria che si guadagna da vivere raccogliendo preservativi usati è la linea dedicata a Vitaliano Trevisan. E prende spunto da alcune considerazioni che Vitaliano svolge nel suo Works legate ad alcune zone dell'ovest vicentino descritte con il termine: spermodromo. Una studentessa di cinema che sta scrivendo una Tesi sulla Mostra del Cinema di Venezia del 1968 è la trama dedicata a Guido Piovene. L'edizione della Mostra del Cinema di Venezia del 1968, edizione contestata dagli autori e attori, vede appunto come presidente della giuria Guido Piovene. La terza trama/linea segue una giovane donna, appena laureata in odontoiatria, che scrive Romanzi rosa e d'amore, al lavoro in questo momento ad un testo intitolato: Prova d'Amore. Questa trama è ispirata e dedicata a Goffredo Parise autore di "Sentimentini" e Sillabari. Il progetto si concluderà, simbolicamente, il 31 agosto 2026, quarantesimo anniversario della morte di Goffredo Parise (morto il 31 agosto 1986). E il 2 settembre 2026 prenderà il via la 83.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia. La Mostra del Cinema si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Per chiudere in modo adeguato il percorso.

FINE DEL COMUNICATO

BIOREALISMO

di GIORGIO VIALI

Cos'è il BioRealismo? Cosa intende rappresentare Giorgio Viali con il BioRealismo visivo?

Il Biorealismo di Giorgio Viali è l'approccio teorico ed estetico che guida la sua produzione fotografica e cinematografica all'interno di progetti visivi urbani e precari.

Si tratta di una filosofia visiva incentrata sulla rappresentazione della vita urbana precaria e sull'osservazione cruda ma poetica della realtà. Perlopiù nel Veneto e in particolare tra le province di Vicenza, Verona e Padova. I cardini fondamentali del biorealismo di Viali comprendono: Estetica del quotidiano: L'attenzione si focalizza sulle persone, sui dettagli dei gesti abituali e sulle dinamiche esistenziali e sociali ordinarie, restituendo loro una dignità cinematografica.

Contemplazione visiva: Le immagini (prevalentemente fotoritratti o scene urbane in bianco e nero) adottano uno stile contemplativo, influenzato sia dal neorealismo classico che dalle correnti del cinema realista internazionale (come quello iraniano e rumeno contemporaneo).

Rapporto con lo spazio urbano: Il soggetto non viene isolato, ma calato profondamente nel contesto della città — bar, strade, librerie o marciapiedi — che smette di essere un semplice sfondo per diventare co-protagonista della narrazione visiva.

Dimensione psicologica ed esistenziale: Attraverso la collaborazione con attrici e modelli sul territorio, i frammenti visivi biorealisti cercano di catturare la verità emotiva, la solitudine o la spontaneità dei soggetti ripresi nel loro ambiente. In sintesi, il biorealismo è uno strumento per trasformare la realtà biologica e quotidiana delle persone e delle strade venete in pura espressione artistica e "cinema diffuso".

BIOREALISMO