
BIOREALISMO
UNA PROPOSTA DI GIORGIO VIALI
Il MANIFESTO del BioRealismo si inserisce in una lunga tradizione di ricerca artistica e cinematografica che si sviluppa a partire dal neorealismo e dai movimenti di avanguardia come il "Tema e Dettato" di Gian Vittorio Baldi e il "Dogma 95" di Lars von Trier. Per comprendere come il BioRealismo si basi su queste radici, è importante analizzare i punti di contatto e le differenze tra questi approcci.
Il neorealismo, nato in Italia nel dopoguerra, ha posto l’accento sulla rappresentazione autentica della vita quotidiana, privilegiando le location reali, il lavoro con attori non professionisti e l’uso della pellicola in condizioni di luce naturale. Questo movimento voleva portare il cinema “a contatto con la realtà”, eliminando gli artifici e le manipolazioni estetiche, per restituire dignità e verità alle storie di tutti i giorni. Gian Vittorio Baldi, nel suo "Tema e Dettato" del 1953, ha formalizzato questa impostazione con regole come l’uso della macchina a spalla, la ripresa con luce naturale, il rispetto dell’ordine sequenziale e l’assenza di commento musicale. Questi principi miravano a creare un cinema diretto, fedele alla realtà, che fosse anche un mezzo di riflessione sociale.
Il "Dogma 95" di Lars von Trier, presentato nel 1995, rappresenta una rivisitazione e un’estensione di questa idea di autenticità. Il suo decalogo impone regole severe: riprese sul luogo, suono in presa diretta, macchina a mano, luce naturale, assenza di effetti speciali e trucchi, e un forte focus sul presente e sulla realtà immediata. La sua intenzione è di eliminare tutto ciò che può distogliere dallo spirito autentico del racconto, portando il cinema a una purezza formale che favorisce l’intensità emotiva e la sincerità delle interpretazioni.
Il BioRealismo di Giorgio Viali, un MANIFESTO VISIVO che incorpora approcci visivi ibridi e contemporanei, quindi fotografia, cinema, video, social media e performance, si collega a queste radici attraverso il suo impegno a rappresentare la vita urbana precaria e quotidiana con un approccio visivo diretto.
Come il neorealismo e il "Tema e Dettato", il BioRealismo si basa sulla contemplazione della realtà, sull’uso di immagini autentiche e sul rapporto diretto con lo spazio urbano, valorizzando le interazioni visive. Inoltre, come il manifesto di Baldi e il Dogma di von Trier, il BioRealismo si propone come forma di resistenza visiva contro l’artificialità e l’artificio digitale, non contro la creazione di immagini generate dall’intelligenza artificiale, ma una resistenza attiva per recuperare una dimensione umana.
In sintesi, il BioRealismo si ispira al neorealismo e ai principi di "Tema e Dettato" per mantenere un rapporto diretto e autentico con la realtà, valorizzando le storie di vita in modo diretto. Allo stesso tempo, si collega al movimento "Dogma" di Lars von Trier attraverso l’uso di regole che privilegiano l’autenticità, l’assenza di effetti artificiali e la capacità di catturare l’istante presente, come strumenti di resistenza visiva e politica in un’epoca dominata dall’immagine artificiale e digitalizzata. Il BioRealismo, quindi, si configura come un nuovo linguaggio artistico che, attingendo alle radici del cinema documentarista e realistico, si propone di preservare e valorizzare la valenza sociale e politica delle immagini reali, in un contesto urbano precario e in continua trasformazione.
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